150 anni di storia (1863-2013) - La "relazione Melis"

“Nel 1863 viveva in Mezzano Inferiore un certo Passaglia medico condotto. Era costui di spirito liberale, da tutti benvisto, e soleva leggere i trattati di controversia del Dott. Luigi de Santis nonchè la Bibbia del Diodati. E' perciò facile lo arguire quali fossero le sue religiose convinzioni e come perciò in tese relazioni fosse con il clero locale. Il Passaglia, non amando turbare la propria quiete, riteneva nel suo segreto le verità attinte, ma Iddio non volle che in mezzo a tanta cecità religiosa l’Evangelo rimanesse l’eredità d’un solo. Nell’agosto di detto anno un improvviso malessere traeva il Passaglia agli estremi della vita, e l’astuto prete, che in tali istanti suol torturare le sue vittime, colse l’ora fatale in cui gli spasimi d’una dolorosa agonia aveano già attutito nel moribondo ogni senso d’intelligenza per forzarlo d’una ritrattazione dai suoi religiosi principii.

Questo trionfo effimero del prete doveva servire come mezzo nelle mani di Dio per aprire la strada all’Evangelo di Cristo in queste campagne.

Tutta la popolazione pianse l’irreparabile perdita del filantropo, del distinto ed intemerato cittadino, e mentre accorreva in folla ad onorare per l’ultima volta la salma, il prete solo, con occhio asciutto e con sorriso di scherno, insultava al comune cordoglio collo proclamare la pretesa ritrattazione. Questa inopportuna gioia, questo anticristiano procedere offese gli animi di molti onesti, i quali si proposero da quell’istante di rintuzzare la pretina baldanza. Era tra questi il sig. Flaminio Ghinzelli, che uscito allora dall’esercito, ove durante la sua vita militare ebbe occasione di conoscere l’istituzione delle Chiese Evangeliche, ardeva dal desiderio di far conoscere ai suoi compaesani la purezza semplicità della Religione di Cristo, spinto da giusta indignazione formò un nucleo di amici onde chiamare nel paese un Ministro Evangelico.

Diffatti nell’Ottobre 1863 una piccola rappresentanza del partito anti-clericale recatasi a Parma invitò formalmente il Rev. Francesco Sciarelli a portarsi a Mezzano Inferiore per ivi dare pubbliche conferenze. Non è a dirsi con quale gioia il Sciarelli accettasse l’invito, e con sollecitudine recatosi a Mezzano, ivi a cielo scoperto, all’aia detta di Zucchi, salito sopra un tavolo, con facondia di parlare, per primo annunziava la Parola di vita ad un’attenta e silenziosa moltitudine di ben 2000 persone accorse da tutte le parti del comune.

La chiara esposizione delle verità evangeliche, la dimostrazione degli errori papisti e la potenza dall’alto valsero a risvegliare molte coscienze, lasciando favorevole profonda impressione negli animi di molti uditori.

Da qui ebbero principio le guerre infinite, le suggestioni, le ire irrompenti del prete contro la nascente schiera evangelica. Egli nulla trascurò onde abbattere ed esterminare. Non rifuggì dalla calunnia e dagli incitamenti a crudele vendetta, attizzando l’odio dei suoi credenzoni contro gli Evangelici. Ma Dio era coi suoi ed in mezzo a tanta burrasca un certo Annigoni e Gioia poterono continuare l’opera iniziata dallo Sciarelli.

Il procedere del clero, anziché intimidire i nuovi credenti, li sospinse vieppiù a stringersi compatti al vessillo della croce e per essa sostenere da veri discepoli la lotta religiosa.

Trovatosi finalmente un piccolo locale il primo nucleo di evangelici composto da 38 a 40 persone, radunatosi sotto la presidenza dell’Annigoni proclama la fede Evangelica e si costituisce ufficialmente in Chiesa, eleggendo i suoi Diaconi.

Aumentatosi gradatamente il numero dei fratelli si dovette pensare ad un più vasto locale e per un lungo tempo il Rev. Moreno, successo al Gioia, deve predicare sotto il porticato d’un fienile, che ceduto poscia dal fratello Lazzaro Mosconi al Comitato Metodista, venne riattato nell’attuale sala e scuole.

Più volte si fecero dai cattolici tentativi onde incendiare la casa della Missione, ma le loro trame furono sempre provvidenzialmente sventate.

Nè parmi che si debba tacere qui d’un fatto importante che, mentre lascia memoria vergognosa di questo clero, nemico sempre implacabile, ridonda ad onore degli evangelici per la loro fermezza ed irrevocabile fede in Cristo di faccia all’astuzia, alla ferocia ed alle minacce del fanatismo, sono prova di più che per convincer ognuno sull’esattezza di questa grande verità che “L’uomo stolto è quello che contrasta Dio”.

Nella Quaresima dell’anno 1869 un certo padre Serafino, uomo intrigante e di rotti costumi, fu chiamato a predicare nella parrocchia di Mezzano ove fece il suo ingresso trionfale in mezzo a clamorose dimostrazioni dei cattolici. Costui veniva con animo già deliberato, non per edificare il gregge, ma per suscitar odii, persecuzioni e vendette contro la Chiesa Evangelica!

Le sue spudorate menzogne, le sue invettive ed incitamenti infiammarono di santo zelo i superstiziosi che istigati apertamente e pubblicamente dal pulpito a distruggere col ferro e col fuoco tutti gli eretici e credendo far cosa grata alla Madonna l’insanguinar le mani nel proprio fratello, si apprestavano a porre in esecuzione l’infame consiglio. Baldanzosi e dal torvo aspetto affluivano i cattolici armati da molte parti del paese, imprecando ai protestanti e minacciandone l’esterminio. Fu veramente un istante di angosciosa trepidazione, poiché pareva che tutta quella massa dovesse riversarsi e schiacciare la piccola Chiesa di Cristo!

Ma le prese cautele dal Ghinzelli, allora comandante della Guardia Nazionale, il contegno calmo e dignitoso degli Evangelici e più ancora la volontà di Dio posero un fine a tanto fermento e ridussero al nulla la progettata strage! Anzi, molti, riconoscendo l’infamia di padre Serafino per la feroce sua guerra spiegata contro gli Evangelici biasimarono i cattolici e si schierarono dalla parte protestante.

Padre Serafino, veduto il proprio fiasco, pensò bene di ritirarsi e nascostamente si partì da dove sperava di veder rinnovata per opera sua la notte di S. Bartolomeo!

Non perciò cessarono le piccole persecuzioni e molti fratelli per lungo tempo si videro reietti da ogni luogo e privi di lavoro. Ma la loro costanza e più ancora la testimonianza della loro vita finirono per trionfare sull’ignoranza e sul pregiudizio, per cui oggi questa Chiesa prospera sotto lo sguardo di Dio ed in mezzo alla simpatia della maggioranza del paese.

A questa Chiesa vanno pur unite una scuola diurna maschile ed una femminile.

Mezzano Inferiore addì 15 marzo 1878

Il Ministro G. Melis”

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